Abbiamo trovato Timmy dopo averlo salutato, ci siamo fermati a fare colazione con calma alla pompa di benzina immersa nella campagna a sud di Rostock.
Scopriamo che è un insegnante di scienze naturali in una scuola per bambini con alto potenziale ma con problemi familiari. Questi bambini estremamente violenti si spaccano le sedie addosso, e lui era così carico di energia negativa che ha deciso di intraprendere questo viaggio in solitaria.
La bella luce della mattina presto fa venire voglia di viaggiare. Mi sta piacendo molto questa seconda parte della vacanza, iniziata con la rottura del cuscinetto a Kautokeino.
Ci fermiamo a Berlino e facciamo 4 passi in città. Poche città hanno una storia come lei. Vediamo un pezzo del muro che per 30 anni ha diviso il mondo, e a entrambi vengono i brividi.
Dopo Berlino attraversiamo la galleria del vento, un posto in cui con i moderni mulini a venti raccolgono energia per la Germania intera, mi sa. Qua e la si vedono rotolare case, alberi, persone mentre la moto procede piegata col vento in bolina.
Dopo l’interminabile autostrada tedesca, al cartello che indica l’entrata in italia, un reciproco doppio colpetto sulla spalla e sul ginocchio. Siamo a casa.




