Ore 7:43. Sono sveglio da un po’. Stavo sognando di essere in garage con addosso il sacco a pelo mentre paravo dei tiri in porta di Nicola Bertin, da poco rientrato in moto con Paolovigo. Ne parlo con naturalezza, ma non ha nessun senso perché non ho mai giocato a calcio con Nicola. Però facevo parate spettacolari, e quando sbagliavo mi giustificavo accusando il sacco a pelo.
La notte qui c’è una specie di crepuscolo continuo, e siccome ho preparato la valigia non ho potuto scurire la finestrella sopra la porta che mi ha quindi sparato raggi di luce per tutta la durata dell’agitato sonno.
Mi presenterò all’officina di motoslitte molto presto, just in case, per dare l’idea che ho molta fretta. Ci vorrebbe un orologio a cipolla da taschino.
Andrà tutto bene, me lo auguro con tutto il cuore perchè sarebbe difficile fronteggiare un altro imprevisto. Ma se ci sarà, lo affronteremo, senza tragedie. Abbiamo una missione, quella di trasportare a casa noi e la moto. Potrebbe anche essere divertente.
Ieri sera abbiamo studiato nuovamente il tragitto, le tappe pianificate, le varie alternative. Due motociclisti italiani hanno fatto la E45 per venire su e hanno detto che è molto meglio della pallosa autostrada sulla costa. Ma 100 km in più per la nostra rigida pianificazione che prevede soste tecniche, sono troppi.
Fuori c’è una specie di nebbiolina abbagliante, e i corvi stanno discutendo animatamente. Forse quei cari ragazzi stanno preparando un comitato augurale di saluto, e si stanno mettendo d’accordo sul colore della coccarda. Io direi che stando sul classico, la bandiera italiana e quella Sami con magari nel mezzo quella Norvegese anche solo per motivi diplomatici, non si sbaglia mai.
Kautokeino, ironia della sorte! Adesso che me ne devo andare, quasi quasi ti trovo accogliente.. Mi mancherai. Però probabilmente in tutta la Norvegia in futuro non si mangerà una carbonara fantastica come quella preparata dalla zia di Lisa. Ne parleranno i giornali.
Sempre che abbia capito le mie istruzioni.

Il tocco di genio secondo me è un accenno di scorza di limone sulla carbonara (e non dirmi che è poco ortodosso, tu e i tuoi gnocchi…).
Buon viaggio di ritorno, ti ricordo che a Padova c’è afa!
zage
Mandate un bip quando partite, e uno per ogni tappa. Portare a casa voi e la moto non è mission i8mpossible. A Padova non c’è più afa.
Ciao ciao
vi seguiamo ,presto vi tornerà il buon umore e ci descriverai altre emozioni indimenticabili non ci hai detto se è arrivato il pezzo ciao
Ma come!? Già te ne vai?
E tutti i nostri progetti insieme?
Il perimetro della renna?
Vabbeh, ho capito, tutto rimandato al tuo prossimo viaggio in moto, quello dell’anno prossimo….
come dici?
al polo sud??
in bicicletta???
vaaaaa beeenee!!
Un salutone boys,
buon rientro. Tanto appena arrivi a padova vedrai che nostalgia delle zanze-renna intorpidite dal freddo, altro che le nostre zanze-tigre che progettano gli attacchi meglio di incursori.
iggig